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LE ALTREFORME DI VALENTINA FONTANA CASTIGLIONI

LE ALTREFORME DI VALENTINA FONTANA CASTIGLIONI

UNA MAMMA A COLORI

Si è fatta notare durante l’ultima edizione della Milano Design Week 2018 per stile, carattere e soprattutto talento. Valentina Fontana Castiglioni è Vicepresidente dell’azienda di famiglia Fontana Group, una multinazionale leader nella produzione di carrozzerie per automobili di lusso e dal 2008 fondatrice del progetto altreforme, dove la capacità di lavorare lamiere in alluminio – eredità dei Fontana – si trasforma in design ricercato, dando forma alle più audaci e colorate idee progettuali. Nel 2009, dopo solo un anno dalla sua nascita, altreforme viene selezionato da Design Miami e si aggiudica a Istanbul il premio “Elle Decor International Design Award”. Nel 2011 Moschino affida a Valentina la gestione della prima collezione home del brand. Questa donna è un vulcano di idee, è a capo di una grande azienda, ha messo in piedi un progetto tutto suo ma, soprattutto, è mamma della piccola Deira Ludovica.

Quando eri bambina “cosa” sognavi di diventare da grande e “chi” sei diventata oggi?

Da bambina non avevo in mente un mestiere in particolare. Più che altro ho sempre sognato di creare e inventare qualcosa di diverso. Allora non avevo un’idea precisa ma sapevo che si sarebbe trattato di un progetto tutto mio… Fosse anche una collanina fatta coi sassolini raccolti in giardino. E poi desideravo viaggiare. A nove anni i miei genitori mi hanno spedita da sola a Londra per tre settimane, ricordo perfettamente quella sensazione perché è la stessa che provo ancora oggi quando viaggio. Ero e sono una sognatrice, adoro sentire ogni piccola parte del mondo come se fosse anche un po’ casa mia.

Altreforme è il tuo brand di design. “Altre” come alter ego, come l’altra vita che sei riuscita a costruirti da sola o più semplicemente altre nel senso di innovazione delle forme?

Onestamente non ci avevo mai pensato! altreforme è nata come volontà di creare, appunto, qualcosa di nuovo. Forme altre quindi, diverse rispetto alle prestigiose carrozzerie prodotte dalla mia famiglia da oltre 60 anni per le case automobilistiche più importanti.

Però a pensarci bene questo progetto racconta anche tanto di me, del mio lato altro, quello più creativo e bizzarro. Sono sempre stata un’orgogliosa secchiona laureata cum laude in Business Administration alla Bocconi ma ho anche un risvolto della personalità imprevedibile.

Per questo non amo le etichette, dietro ogni ruolo altisonante e ogni clichè si nasconde sempre un mondo diverso. Mio padre è Presidente di un’azienda con oltre 1.000 dipendenti ma da giovane faceva il DJ, mio marito è ingegnere ma sa stupirmi con soprese degne di un diplomato dell’Accademia di Brera. In ognuno di noi c’è un universo altro, bisogna solo andare oltre la paura di scoprirlo e di condividerlo.

I vantaggi e gli svantaggi di avere una famiglia importante alle spalle

È indiscutibile: avere una famiglia su cui contare regala un enorme vantaggio rispetto a chi deve guadagnarsi tutto sul campo. Però quello per cui sono più riconoscente ai miei genitori è l’avere avuto l’intelligenza di avermi lasciato il sapore della conquista, un regalo grandissimo che mi aiuta a riconoscere il valore di ogni piccolo successo e a non dare nulla per scontato.

Lo svantaggio di nascere in una famiglia benestante invece è proprio quello di essere spesso additati come “viziati figli di papà” e di dover lottare ogni giorno contro il pregiudizio e l’invidia. Insomma, un po’ come il dilemma della bionda e intelligente (ride). Un ex capo una volta mi chiese: ma chi te lo fa fare di startene qui fino a mezzanotte e di lavorare nel weekend? La risposta fu semplice: voglio capire quanto valgo a prescindere da quello che diranno gli altri su di me.

L’oggetto di design che per ora ti ha dato maggiori soddisfazioni?

Ognuno è frutto di tanto impegno e passione, non saprei sceglierne uno in particolare. Li considero un po’ tutti figli miei, se anche ci fosse un favorito non lo svelerei mai!

In generale posso dire che vedere il nostro separè Simbolo nella campagna pubblicitaria di Maxalto mi ha reso davvero orgogliosa: un marchio storico del design italiano ha voluto associare i suoi prodotti alla nostra immagine. Questo traguardo si è tradotto in una bella pacca sulla spalla da parte di una persona che ho sempre ritenuto essere un Maestro.

Per la Design Fashion Week sei stata brand ambassador per Vivetta. Quale è il tuo rapporto con la moda?

Amo moltissimo la moda, o meglio lo stile in generale. Sono maniaca dell’ordine visivo, del buon gusto e dei piccoli dettagli. Del resto sono della Bilancia, la passione per l’estetica, l’eleganza e l’equilibrio in tutte le sue forme fanno parte di me. La moda è parte di questa armonia, insieme ci metterei la musica, l’arte, il design e ovviamente l’insuperabile Madre Natura.

Cosa significa per te essere mamma?

La sfida più affascinante che abbia mai vissuto. Un tornado di amore e felicità, impossibile da provare per qualsiasi altro essere umano. È anche una responsabilità immensa, per questo ogni giorno mi impegno per trasmettere a Deira Ludovica la mia esperienza, i miei sbagli, le mie lotte e le mie delusioni.

So che lei dovrà vivere a sua volta il suo percorso personale, ma il mio obiettivo è quello di renderla forte e matura, capace di affrontare da sola le difficoltà. La consapevolezza e la fiducia in se stessi sono i regali più importanti che un genitore può fare ai propri figli.

Con la nascita di tua figlia quale è stato il cambiamento che ti è stato più facile attuare? E quale invece quello che ti è costato di più?

Il cambiamento più faticoso è stato dover gestire in modo organizzato il mio tempo. Per una creativa-romantica come me è difficile interrompere un lavoro quando “è ora di”… Qualsiasi altra cosa. Ero abituata a non avere orari e a vivere senza troppe regole, in più sono sempre stata una stakanovista, se mi mettevo in mente di finire un progetto non mollavo fino alla sua conclusione, anche a costo di fare le ore piccole. Una figlia ti impone un ritmo ben definito, una routine finalizzata al suo equilibrio, di cui non voglio assolutamente privarla.

Il cambiamento più facile invece è stato quello di selezionare le priorità. Quando sei mamma il tempo libero si riduce e così sei costretta a scegliere solo le cose che ami davvero. È stato – ed è tuttora – molto utile diventare consapevole di quello che voglio e non agire più in base a quello che devo o a quello che capita.

La frase che le ripeti più spesso 

Se ci credi, tutto è possibile. Se lo vuoi, tutto si risolve.

Quella invece che dici troppo poco a tua mamma?

Il rapporto con mia madre è trasparente, di grande confidenza. Ora da mamma, mi sono resa conto di avere dato troppe volte per scontato quello che i miei genitori hanno fatto per noi, da figli ci viene naturale pensare che tutto sia dovuto. Vorrei dirle più volte grazie, è un pensiero costante quando a mia volta rinuncio a qualcosa per mia figlia.

 Hai già individuato un talento in Deira Ludovica da coltivare?

Forse è presto per capirlo, ma in lei rivedo già tantissimi aspetti miei e di mio marito. Mi meraviglia la sua capacità logico-intuitiva, spero che continui a svilupparla perché la ritengo alla base di ogni successo. In lei avverto anche molta creatività nel modo in cui inventa i suoi giochi, mi piacerebbe farle incrementare questo aspetto in modo da insegnarle a leggere il mondo con uno sguardo trasversale e innovativo.

 Adesso conta fino a 3 ed esprimi un desiderio. Ce lo racconti?

I desideri li esprimo tutti i giorni con la seria convinzione che prima o poi si realizzino. Per me spesso è stato proprio così, anzi a volte la realtà li ha addirittura superati. Oggi più di ogni altra cosa desidero trasmettere a Deira Ludovica gli stessi valori con cui sono cresciuta io, con il passare degli anni ti accorgi che i traguardi – anche quelli personali –  arrivano da lontano e che c’è sempre qualcuno a cui devi dire un grande grazie. Mi auguro che mia figlia un giorno possa dire lo stesso di noi.

Nella foto copertina: Valentina tra cinque delle dieci sculture in limited edition della collezione Raw&Rainbow presentata presso lo Spazio Rossana Orlandi durante il Salone del Mobile 2018

 


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