Giro Giro Tondo

Un percorso tra progetto e gioco che racconta il design e l’architettura rivolti al mondo dell’infanzia e dei bambini.
Tutti i talenti che hanno lavorato per loro, i loro giochi e le immagini che li hanno divertiti e raccontati, gli spazi in cui si sono mossi e gli oggetti che hanno manipolato. Dove? Alla Triennale Design Museum con Giro Giro Tondo Design for Children, fino al 18 febbraio.
Lo spazio espositivo si sviluppa in cinque grandi sezioni dove troviamo approfondimenti specifici dedicati o a personaggi e figure particolari (Depero, Munari, Dalisi e Pinocchio) o a temi centrali della cultura dell’infanzia (l’animazione al cinema e nella pubblicità, la scrittura e il disegno).
Le sezioni si suddividono in:
Arredi, la storia del Novecento attraverso i mobili per bambini;
ToyDesign, la capacità di progettare nuovi equilibri tra le esigenze del bambino/persona e quelle dell’adulto/compratore;
Architetture, i nuovi modelli di scuole, esaltandone soprattutto l’aspetto psicologico;
Segni, i grafici alle prese con un linguaggio fatto di forme semplici e primordiali;
Maestri, le risposte in merito al dialogo tra pedagogia, didattica e design;
Pinocchio, un excursus attraverso il racconto tutto italiano per far giocare (e riflettere) ancora mille generazioni;
Animazioni, il tributo a tutti gli artisti italiani che hanno dedicato la loro arte per raccontare storie a disegni animati.
Riccardo Dalisi, il ritratto di un metodo progettuale che prende vita dall’imprevedibilità perché si nutre dello scarto, dell’accidente, del disordine, del caos. Per scoprirlo Dalisi si rivolge ai bambini.
Bruno Munari, i suggerimenti didattici che portarono Munari a ideare laboratori per bambini;
Strumenti, un’analisi degli oggetti che i bambini e i loro insegnanti hanno manipolato e manipolano ancora oggi nelle ore di scuola.

Giro Giro Tondo Design For Children vuole intrecciare la storia del design italiano con la storia del bambino in Italia, cercando di non considerarlo solo un utilizzatore dei consumi e dei processi decisi dagli adulti ma anche un soggetto autonomo di storie, di sguardi e di scelte.


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