50 Sfumature di Mamy

Quante sfumature può avere una mamma? Le mamme di oggi, ne hanno davvero tante… 50, forse anche più! Sono giovani donne, dinamiche mamme interconnesse e super tecnologiche che non rinunciano alle proprie passioni e sono capaci di reinventarsi ogni giorno con sfumature davvero sorprendenti.
Cup Magazine incontra Alessia Di Carlo, giovane “twins mama”, professionista del mondo della comunicazione e del fashion, che ha fatto del suo status di mamma, la sfumatura più incredibile della sua vita.

Alessia, com’era la tua vita e quali sfumature avevano le tue giornate prima della nascita delle tue due gemelle?

Lavoravo come producer per una grande azienda di moda. Ero tra un set, una riunione di redazione, un montaggio, qualche intervista da fare o progetto speciale a cui pensare. La sera sport, aperitivi e concerti. Eravamo una coppia sempre in giro per Milano, la nostra città, o divisa tra un weekend fuori e l’organizzazione di un viaggio. Sono una trottola e tutto questo mi riusciva piuttosto bene.

Che sensazione hai provato quando hai scoperto di aspettare due gemelli?

Un colpo vero e proprio perché per quanto ci fosse l’amore, una casa insieme, una convivenza già rodata, c’era pure la fashion week alle porte ed io pensavo di avere delle cisti. Sono così andata a fare un controllo in ospedale, straconvinta di questa “moda ovarica” che prendeva le ragazze della mia generazione dal ciclo irregolare. Ma in realtà quel medico di turno in ospedale mi disse non si trattava di cisti ma di gemelli! Non ci potevo credere, non ci poteva credere! Ed invece era proprio così… è stata la più bella sorpresa di quel Febbraio 2012.

Che mamma sei per le tue due gemelle?

Sono una trottola, istintiva, ferrea su alcune cose perché altrimenti con due non ce l’avrei fatta a fare tutto. Sono creativa di natura e loro l’apprezzano molto. Siamo ballerine, pittrici, esploratrici, andiamo con il monopattino e cantiamo per strada. Siamo complici. Io spesso ho come loro 4 anni, ma se esagerano so diventare una Signorina Rottermajer.

Come sei riuscita a conciliare l’essere una mamma presente, con il tuo lavoro frenetico da producer?

Ho lottato. Piano. Rinunciato. Mi sono rimessa in discussione. Sono diventata più forte. Sono diventata trasversale. Ho cercato persone aperte. Ho aperto la partita iva. Oggi dopo 4 anni sono finalmente felice e serena. Se fossi un’eroina sarei Wonderwoman, perché i superpoteri li ho tutti!

In che cosa senti di essere una mamma 2.0?

Lo ero ancor prima ancora di esserlo davvero. Ero incinta, anzi “molto incinta” ed ho aperto un blog (www.flymamy.com) perché la maternità pura mi annoiava e volevo essere connessa al mio mondo. Da un post è diventato un video, da un video delle collaborazioni, ma ho scelto che l’essere una mamma blogger è solo una delle mie sfumature. Sono in rete ed ovviamente posto e racconto con naturalezza quello che accade.

Qual è lo stile che scegli per le tue piccole? Hanno gusti diversi e sicuramente lo manifesteranno anche quando apri l’armadio per loro?

Gemelle monozigote. Quindi uguali al grammo. Necessariamente vestite diverse perché quando per caso sono uguali sono delle stupende bamboline inquietanti non visivamente ma concettualmente. A loro questa diversità che poi non è mai totale ma complementare piace. Hanno il doppio delle cose e si sentono libere di esprimersi. Nina ad esempio è più bon ton, gonna fru fru e capelli sciolti. Emma adora i pantaloni
larghi, colorati, le maglie pop e le codine. Una vuole ballare e l’altra fare l’esploratrice o la producer come me.

Quando pensi al futuro delle tue ragazze, come lo immagini? Come ti piace sognare ed disegnare il mondo futuro delle tue gemelle?

Oggi immagino quello che loro mi accennano: una vuole ballare e l’altra fare l’esploratrice o la producer come me (che poi neppure sa cosa faccio a dire il vero ma l’idea di stare in giro e parlare con tutti le piace molto…così dice) . Hanno davvero un animo buono e pacato (tutto merito del papà) e spero davvero che rimarranno sempre un po’ così. Spero che non diventino due piccole iene e che ci siano sempre l’una per l’altra. Spero che il mondo in cui cresceranno sia più autentico di quello di oggi, tutta virtualità e presenza. Spero che siano sempre diverse pur essendo uguali e che si affermino per quello che sono. Senza paure.

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